Rendite finanziarie tutte al 26%

La legge di bilancio uniforma il prelievo sui dividendi. Si applicherà sempre l’imposta sostitutiva del 26% senza più differenze tra partecipazioni qualificate e non, di fatto allineando il prelievo su tutti i tipi di rendite finanziarie. Nel confronto con la tassazione a Irpef e relative addizionali, saranno marginalmente avvantaggiati i percettori di dividendi nella fascia di reddito oltre i 75 mila euro.

Rischiano, invece, di essere notevolmente penalizzati (anche di 10 punti percentuali) i contribuenti che incasseranno dividendi e che si troveranno negli scaglioni di reddito più bassi. Lo stesso accadrà per le plusvalenze relative a partecipazioni qualificate. L’aspetto positivo è che sarà possibile compensare le plusvalenze e minusvalenze derivanti da partecipazioni qualificate con le minusvalenze e plusvalenze non qualificate.

Dal nuovo sistema, che avrà una decorrenza diversificata, è stato stimato un effetto positivo di cassa per quasi 253 milioni nel 2018 e 10 milioni nel 2019, mentre dal 2020 il saldo tra tassazione a Irpef e con la nuova sostitutiva diventa negativo per 11,1 milioni.

 

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