Per le Pmi parte la caccia online ai capitali freschi

Si allarga la platea dell’equity crowdfunding: la raccolta fondi «dal basso» che permette alle aziende di incassare finanziamenti in cambio della cessione di quote. Come già scritto ieri sul Sole 24 Ore, il nuovo regolamento Consob in vigore dal 3 gennaio consentirà anche alle Pmi di cercare fondi su una delle 22 piattaforme autorizzate in Italia.

Per accedere basta soddisfare i parametri fissati dalle Ue per le imprese di dimensione media (massimo 250 dipendenti e 50 milioni di fatturato), piccola (massimo 50 dipendenti, tetto di 10 milioni di fatturato) e micro (non più di 10 dipendenti, con ricavi sotto ai 2 milioni di euro). In precedenza lo strumento era riservato a startup, Pmi innovative e veicoli di investimento.

Come funziona? Giancarlo Giudici, direttore dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, spiega che il processo di fondo resta analogo a quello del “vecchio” crowdfunding: una società pubblica un progetto online e cerca finanziatori. «L’equity crowdfunding – dice – è molto simile al crowdfunding tradizionale: il team si presenta, spiega qual è il target (l’obiettivo medio italiano è di 226.843 euro, ndr), che tipo di quote offre e il business plan». La differenza, decisiva, è sulla ricompensa che si ottiene: se la campagna va in porto gli investitori incassano un titolo di partecipazione nella società, con un valore che varia a seconda della cifra messa sul piatto.