Corsa a ostacoli per lo split payment

Il 2018 parte fra le incertezze per i soggetti interessati alla disciplina dello split payment. Le nuove regole per le fatture emesse a decorrere dal 1° gennaio scorso, introdotte dal collegato fiscale alla legge di Bilancio (Dl 148/2017), non sono state accompagnate, fino ad ora, dall’atteso decreto ministeriale di attuazione, con problemi sia per i fornitori, sia per i cessionari, legati all’incerta individuazione delle nuove categorie dei soggetti che proprio dal 2018 entrano a far parte del sistema della scissione Iva.

Fin qui l’unica fonte di riferimento, anche se non supportata dal punto di vista normativo, è costituita dagli elenchi pubblicati il 19 dicembre 2017 dal Dipartimento finanze sul proprio sito. Con le previsioni dei commi 2 e 3 dell’articolo 3 del Dl 148/2017, rispettivamente di rinvio alla norma di attuazione e differimento dell’entrata in vigore delle novità, la carenza normativa determinata dall’assenza del decreto Mef se non provoca l’effetto di posticipare l’entrata in vigore delle nuove disposizioni in materia di soggetti coinvolti, potrà comportare però l’inapplicabilità di sanzioni ai fornitori e ai nuovi cessionari split payment per errori causati dall’incerta situazione.

Si ricorda che questi elenchi sono consultabili sulla specifica applicazione informatica (www1.finanze.gov.it/finanze2/split_payment/public/) con cui è possibile effettuare la ricerca delle fondazioni, degli enti pubblici, delle società, tramite codice fiscale.