Detrazione Iva a prova di «reverse»

Le regole per la detrazione Iva illustrate dalla circolare 1/E del 2018, vanno coordinate con quelle dell’inversione contabile.

Prendiamo il caso di un acquisto intracomunitario relativo a beni spediti a dicembre 2017. Il momento d’effettuazione coincide con l’inizio del trasporto/spedizione dallo Stato Ue di partenza (articolo 39, Dl 331/1993).

Tuttavia, ai fini dell’esigibilità, la disciplina interna prevede l’integrazione della fattura estera e la sua annotazione nel registro delle vendite, evidenziando il debito Iva, e nel registro degli acquisti ai fini della detrazione (articoli 46 e 47, Dl 331/93). Fondamentale, pertanto, è la disponibilità della fattura, tanto che il sistema prevede un correttivo quando il documento non è ricevuto entro la fine del secondo mese successivo a quello d’effettuazione dell’acquisto intracomunitario.

Tornando all’esempio, se la fattura è stata ricevuta a gennaio, l’acquirente nazionale provvede alla sua integrazione con applicazione dell’imposta e alla successiva annotazione del documento nel registro Iva vendite entro il 15 febbraio con riferimento a gennaio (mese di ricezione della fattura). L’imposta è esigibile in gennaio (liquidazione del 16 febbraio) che è il mese in cui si entra in possesso della fattura e che rappresenta anche il periodo nel quale è possibile detrarre il tributo, essendosi verificati entrambi i requisiti per l’esercizio del diritto (esigibilità e disponibilità del documento), in linea con le istruzioni delle Entrate.