Per i beni nazionali pagamento con F24 senza compensazione

Quando i beni estratti dal deposito Iva sono di provenienza nazionale, nel senso che, all’atto della loro introduzione, non hanno formato oggetto né di un’operazione d’immissione in libera pratica, in caso di beni provenienti da paesi o territori extra Ue, né di un acquisto intracomunitario (situazioni che prevedono l’assolvimento dell’Iva in inversione contabile), occorre procedere al materiale versamento dell’imposta, senza possibilità di ricorrere alla compensazione orizzontale o verticale (risoluzione n. 55/E/2017).

Questo obbligo si collega alla possibilità prevista dal Dl n. 193/2016, in vigore dal primo aprile dello scorso anno, di eseguire cessioni di beni, esistenti nel territorio dello Stato, nei confronti di operatori nazionali (o con partita Iva italiana), senza pagamento dell’imposta ai sensi dell’articolo 50 bis, comma 4 lettera c) del Dl 331/93, a prescindere dalla natura dei beni ceduti, stante l’abrogazione della lettera d) del medesimo comma.

Il pagamento del tributo va eseguito con F24 entro il 16 del mese successivo a quello dell’estrazione e la procedura si completa con emissione di autofattura da annotare, assieme ai dati della ricevuta di versamento, nel registro Iva degli acquisti al fine di esercitare il diritto di detrazione.