Il bonus verde conviene più in condominio

La prova del nove, prima ancora che dalle dichiarazioni dei redditi del 2019, arriverà con la bella stagione. Quando si capirà se gli italiani hanno utilizzato il bonus verde per far germogliare giardini e terrazze. Casa 24 ha cercato di anticipare i tempi e di passare dalla teoria alla pratica. Dalla posa di pareti verdi all’irrigazione, dalla realizzazione di manti erbosi ai giardini in condominio: i casi sono tutti reali.

Lavori diversi, per contesti diversi. Con un fattore comune: se questi interventi di manutenzione straordinaria dovessero iniziare oggi, sarebbero soggetti al nuovo incentivo introdotto per il 2018 dall’ultima legge di Bilancio (legge 27 dicembre 2017, n. 205, art 1, commi 12- 16). Che, lo ricordiamo, copre la sistemazione e la trasformazione a verde di spazi scoperti ed esistenti in immobili a uso abitativo, con un recupero fiscale del 36% in dieci anni per una spesa massima di 5mila euro per unità immobiliare. È esclusa invece la manutenzione ordinaria.

Dalla nostra simulazione emerge che il bonus conviene soprattutto in condominio: se la proprietà non è solo una, infatti, la detrazione per gli interventi sugli spazi comuni va “moltiplicata” per il numero di unità immobiliari del fabbricato. In alternativa, l’incentivo può essere sfruttato appieno su piccole metrature o su interventi molto focalizzati, quando l’importo complessivo è ridotto.

Può invece fornire solo un aiuto nel caso di riqualificazioni di grandi terrazzi e attici. Anche se – vale la pena di ricordarlo – l’incentivo è comunque abbinabile ad altri “sconti” (bonus del 50 e 65%). Inoltre, migliorare le aree verdi non è solo un fatto estetico, ma aumenta il valore dell’immobile, comporta risparmi in bolletta e può offrire anche isolamento acustico o la riduzione di isole di calore in città.