Know how tutelato anche dalle condotte colpose

Dal 22 giugno ci saranno strumenti giuridici di tutela del segreto commerciale più efficaci e comparabili con il resto della Ue. Quel giorno, infatti, entrerà in vigore il Dlgs 63/2018 (pubblicato sulla Gazzetta del 7 giugno) che attua la direttiva 2016/943 sulla protezione del know-how. Le novità riguardano, anzitutto, il Codice della proprietà industriale (Dlgs 30/2005): la formula «informazione e esperienza aziendale» viene sostituita con la dicitura «segreto commerciale», pur rimanendo invariato l’oggetto della tutela previsto dall’articolo 98 del codice.

L’innalzamento degli standard di protezione richiesto dalla direttiva Ue è perseguito arricchendo la formulazione dell’articolo 99, che vieta di acquisire, rivelare o utilizzare, in modo abusivo, segreti commerciali, salvo siano stati conseguiti in modo indipendente.

In particolare, il decreto estende il divieto alle condotte meramente colpose: l’utilizzo o la divulgazione di un segreto commerciale si considerano illeciti, infatti, non solo qualora il soggetto fosse effettivamente a conoscenza della riservatezza delle informazioni, ma anche quando, secondo le circostanze, avrebbe dovuto esserlo.

Il nuovo articolo 99, inoltre, amplia la nozione di «utilizzo illecito», ricomprendendovi i comportamenti integranti produzione, offerta, commercializzazione di merci costituenti violazione, ovvero importazione, esportazione o stoccaggio delle merci. Da ultimo, viene stabilito un termine prescrizionale di cinque anni anche per gli illeciti di tipo contrattuale, in deroga al termine ordinario decennale.