E-fattura, in caso di scarto riemissione con la vecchia data

In caso di scarto della fattura elettronica da parte del sistema d’interscambio (Sdi), il documento rinviato corretto dovrebbe avere la stessa data e lo stesso numero di quello scartato. Inoltre, la trasmissione allo Sdi della fattura entro le 24 del giorno di effettuazione dell’operazione non è un termine perentorio, ma un’indicazione di massima.

Infine, per l’entrata in vigore dal 1° luglio dell’obbligo di fatturazione elettronica dei carburanti si auspica che i primi 6 mesi siano considerati di sperimentazione, disapplicando le relative sanzioni.

Sono tre delle numerose precisazioni contenute nella circolare di Confindustria dell’8 giugno, dedicata alla fatturazione elettronica tra privati. La circolare, ripercorrendo le specifiche tecniche e il relativo provvedimento del 30 aprile 2018 dell’Agenzia, sottolinea i profili su cui la stessa Agenzia si è pronunciata in modo ufficioso negli incontri tenuti nelle settimane scorse del forum italiano della fattura elettronica. Confindustria nel suo documento sollecita più volte le Entrate a trasformare i pareri informali in documenti di prassi.

La trasmissione allo Sdi di una fattura elettronica determina in modo automatico l’effettuazione di alcuni controlli che possono generare uno scarto. Lo scarto ha come diretta conseguenza che la fattura si intende non emessa. Proprio per questo l’operatore deve monitorare con attenzione la notifica di scarto dello Sdi.

In effetti, Confidustria cerca di comprendere se il nuovo documento deve avere la stessa data e lo stesso numero progressivo, quali sono gli effetti che si generano per l’emissione e l’esigibilità dell’imposta e se da tale comportamento derivino sanzioni.

La circolare sottolinea che la nuova fattura trasmessa allo Sdi dopo lo scarto dovrebbe avere stessa data e stesso numero progressivo.