Privacy con sanzioni penali e sanatoria delle vecchie liti

Il quadro della nuova privacy si completa. Ieri il Consiglio dei ministri ha infatti approvato in via definitiva il decreto che coordina la vecchia normativa nazionale sulla protezione dei dati con il regolamento europeo diventato operativo il 25 maggio. Dopo un tira e molla politico il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato il Ddl Grillo, stralciando però l’articolo che prevedeva presìdi delle Forze dell’ordine negli ospedali. La violenza contro gli operatori sanitari diventa un’aggravante nel codice penale e nasce un osservatorio.

Per quanto riguarda la privacy, c’era da capire quali parti del codice della riservatezza (il Dlgs 196/2003) potevano essere salvate perché compatibili con il nuovo sistema europeo, il cosiddetto Gdpr. Il decreto legislativo approvato ieri effettua questa opera di cesello, introducendo, al tempo stesso, alcune novità rispetto all’impianto del regolamento Ue.

Intanto, le sanzioni penali. Il regolamento ha operato una forte opera di depenalizzazione, con conseguente sensibile inasprimento delle sanzioni amministrative. Il decreto legislativo di coordinamento recupera, invece, alcune fattispecie penali – come il trattamento illecito di dati personali, la comunicazione e diffusione illecita, l’acquisizione fraudolenta, la falsità di dichiarazioni rese al Garante, l’inosservanza di provvedimenti dell’Autorità – prevedendo la reclusione anche fino a sei anni.