Registrazione light per le fatture passive

La bozza di decreto fiscale collegato alla manovra di stabilità 2019 interviene sull’articolo 25, Dpr 633/72 abrogando l’obbligo di numerazione progressiva delle fatture passive da annotare sul registro Iva acquisti. Tale adempimento risulterà automaticamente assolto per le fatture elettroniche inviate tramite SdI.

Il contribuente dovrà ora limitarsi ad annotare in un apposito registro le fatture e le bollette doganali relative ai beni e ai servizi acquistati o importati nell’esercizio dell’impresa, arte o professione. Collegata a tale novella legislativa appare essere la possibilità riconosciuta dalle Entrate, con la risposta 34 ad un interpello n. 34/E, pubblicata ieri, di utilizzare un numero identificativo univoco associato virtualmente alla fattura passiva e correlato, sul registro Iva acquisti, al numero di protocollo.

Questa soluzione sembra in grado di assicurare in maniera puntuale il rispetto dei criteri di ordinata contabilità assicurando la correlazione univoca tra il documento ricevuto e quello registrato. L’obbligo di protocollazione dei documenti è infatti ritenuto validamente assolto quando nel registro Iva acquisti vengano riportati il numero virtuale associato alla fattura, il numero di protocollo Iva attribuito e il numero progressivo apposto dall’emittente.

Con l’avvio a regime dell’obbligo di fatturazione elettronica dal prossimo 1° gennaio 2019, l’utilizzo dell’IdFile e cioè l’identificativo univoco che, generato dal SdI, identifica puntualmente ogni singolo tracciato xml transitato, permetterà comunque una più efficace gestione del flusso passivo. Quindi nel registro Iva acquisti si potrebbero comunque riportare l’IdFile e il numero fattura attribuito dall’emittente, e non più il numero di protocollo Iva, assicurando quella correlazione univoca tra la fattura protocollata in ingresso e l’annotazione della stessa nel relativo registro iva.