Nella riforma dei fallimenti centrale l’anticipo dell’insolvenza

Approda stasera in Consiglio dei ministri la riforma della crisi d’impresa. A pochi giorni dalla scadenza della delega il Governo rompe gli indugi e si accinge a varare una riscrittura profonda di punti cruciali della Legge fallimentare da una parte, mentre dall’altra introduce istituti e procedure del tutto inediti.

Obiettivo una tempestiva emersione delle difficoltà prima che quelle ancora rimediabili, sfocino poi in un’insolvenza conclamata e nella liquidazione (termine che, sul piano lessicale, va a sostituire la parola «fallimento»). Al Senato intanto è già in discussione un disegno di legge che apre alla possibilità di future correzioni, mentre il ministero della Giustizia ha in cantiere anche il completamento della riforma con la riscrittura della parte penale, allineandola a quella civile.

Cruciale diventa allora la previsione di una fase preventiva di allerta, che punta a essere intesa come strumento di sostegno, che potrà risolversi anche in un vero e proprio servizio di composizione assistita della crisi, funzionale ai negoziati per il raggiungimento dell’accordo con i creditori o, eventualmente, anche solo con alcuni di essi (ad esempio quelli meno conflittuali, o più strategici).