Nuova Iva, l’esenzione si semplifica

Un grande passo verso la certezza del diritto: è il risultato che offre una parte non trascurabile della riforma Iva presentata dalla Commissione europea con il documento 568 del 4 ottobre. In esso è contenuta la proposta di modifica del regolamento 282 del 2011, di attuazione della direttiva 112 del 2006, con riguardo alla prova da fornire per le cessioni intracomunitarie. L’attuale legislazione (articolo 138 della direttiva) si limita a indicare che il regime di esenzione (cioè, nel nostro sistema, di non imponibilità) è accordato alle cessioni intracomunitarie a condizione che:

l’acquirente sia un soggetto passivo dell’imposta, che agisce in quanto tale; i beni siano trasportati a destinazione in un altro Stato membro. Per entrambe, oltre all’enunciazione, la norma nulla aggiunge: sicché, nella pratica attuazione, non sono mancate le contestazioni sulla prova sia dell’identificazione del cliente, sia del trasferimento dei beni al di fuori del territorio nazionale. Il vuoto normativo in punto di prova sui due elementi è stato medio tempore colmato dagli interventi di prassi. Ad esempio, con la risoluzione 71 del 24 luglio 2014, l’agenzia delle Entrate ha chiarito che «può costituire prova idonea dell’uscita del bene dal territorio dello Stato l”esibizione del documento di trasporto da cui si evince l’uscita delle merci dal territori o dello Stato per l’inoltro ad un soggetto passivo d’imposta identificato in altro Paese comunitario».