Taglio al cuneo, stop all’ iva, Industria 4.0 : manovra al test senato

Sterilizzazione degli aumenti di Iva e dei prelievi su carburanti e alcolici per 14,9 miliardi nel 2018, in aggiunta agli 840 milioni già disinnescati dal decreto fiscale. E azzeramento completo delle accise nel 2019 (sempre grazie all’effetto combinato con il Dl fiscale) con la contemporanea riduzione parziale delle clausole fiscali per 6,075 miliardi, che in questo modo limitano la “zavorra” da disinnescare tra un anno a 12,472 miliardi. A far scattare questa operazione è la versione definitiva del Ddl di bilancio approdato ieri al Senato dove oggi con la “scrematura” delle norme inammissibili comincia la sua (lenta) navigazione parlamentare. Un testo non proprio snello (ben 120 articoli) che si sviluppa su un’altra coordinata chiave: tagli alle spese per circa 3 miliardi il prossimo anno (per la precisione 2,991 miliardi), con il contributo di un miliardo direttamente dai ministeri, la riprogrammazione di vari trasferimenti, primo fra tutti quelli alle Fs che si riduce di un miliardo nel 2018 (poi “recuperato” l’anno successivo) e il definanziamento di alcuni fondi: in primis quello per le “esigenze indifferibili” (-600 milioni) per l’occupazione, che si riduce di 262,1 milioni ai quali vanno aggiunti i 75,5 milioni per la copertura delle misure pensionistiche su Ape e Rita. Come previsto, la manovra poggia sul taglio del cuneo, con il bonus permanente per l’assunzione stabile di under 30 e con la decontribuzione estesa per il solo 2018 agli under 35 (raddoppiata nelle regioni del Sud e allargata anche agli over 35 se disoccupati), e sul pacchetto Industria 4.0 con la proroga dell’iperammortamento e del superammortamento (limato al 130%) e il credito d’imposta annuale sulla formazione hi-tech(con una dote di 250 milioni).