Frodi Iva, stretta su fatture e benzina

Gira e rigira, si parte sempre dallo stesso punto. Per ridurre l’evasione nel mirino finisce prima di tutto l’Iva e il contrasto alle frodi. Così anche la manovra 2018, sia per la componente legata al decreto fiscale già in vigore sia per il disegno di legge di bilancio, si inserisce nel solco tracciato dagli interventi legislativi degli ultimi anni. Ne è una prova l’ulteriore estensione dello split payment a enti pubblici economici, fondazioni e società che siano partecipate da pubbliche amministrazioni per una percentuale complessiva non inferiore al 70 per cento. Un sistema che, di fatto, toglie la disponibilità dell’Iva ai fornitori dei soggetti pubblici e non solo (visto che sono ricomprese anche le quotate) interessati, in quanto sono questi ultimi poi a versare l’imposta all’Erario. Il meccanismo punta a ridurre l’ Iva da omesso versamento, che secondo gli ultimi dati disponibili (quelli della relazione sull’evasione fiscale e contributiva allegata alla nota di aggiornamento al Def dello scorso settembre) ammonta a 8,4 miliardi e corrisponde a quasi un quarto del tax gap complessivo Iva registrato nel 2015 (34,7 miliardi).