Nuova tranche di lettere sulle anomalie relative all’Iva

Anomalie Iva sotto l’occhio del Fisco. Per “spingere” i contribuenti all’adempimento spontaneo, sono in arrivo nuove lettere ai titolari di partita Iva, per i quali emergono differenze tra il volume d’affari indicati nelle dichiarazioni Iva e l’importo delle operazioni comunicate dai contribuenti e dai loro clienti attraverso lo spesometro. A prevederlo è il provvedimento 251544/2017 delle Entrate di ieri, che stabilisce le regole con le quali l’Agenzia mette a disposizione dei contribuenti Iva le informazioni derivanti dal confronto con i dati dichiarati al Fisco, dai contribuenti stessi e dai loro clienti soggetti passivi Iva, da cui risulterebbe che hanno omesso, in tutto o in parte, di dichiarare il volume d’affari conseguito. Il provvedimento riguarda gli elenchi clienti e fornitori (ossia lo spesoemetro annuale), nella versione vigente fino al 23 ottobre 2016. I dati forniti dovranno servire per aiutare il contribuente a rimediare agli eventuali errori e omissioni, avvalendosi del ravvedimento, che può essere impiegato fino alla scadenza dei termini di accertamento. Ciò, a prescindere dalla circostanza che la violazione sia già stata constatata o che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento, delle quali i contribuenti interessati abbiano avuto formale conoscenza. Il ravvedimento è precluso se il contribuente ha ricevuto un atto di liquidazione, di accertamento o un avviso bonario.