Compensare attenua lo split

In presenza di compensazioni di contrapposti rapporti di credito, lo split payment non trova applicazione solo se il fornitore è un soggetto che rientra tra i destinatari del regime unitamente al cessionario. La circolare 27/E/2017 dell’agenzia delle Entrate, al fine chiarire le ultime novità del meccanismo denominato split payment introdotto circa due anni fa, dedica un importante passaggio a chiarire l’applicazione della scissione dei pagamenti nel caso in cui fornitore e cliente, entrambi in reciproche posizioni di credito/debito, l’uno nei confronti dell’altro, provvedano a compensare, come spesso avviene, le loro posizioni finanziarie. Si possono materialmente e operativamente presentare almeno due casi: la compensazione totale per perfetta corrispondenza degli importi; oppure la compensazione che vede, comunque, un residuo credito vantato dal fornitore o dal cliente. La compensazione, quindi, andandosi ad intrecciare con il meccanismo della scissione dei pagamenti, ha portato l’Agenzia ad una riflessione in merito. Il documento di prassi afferma che qualora il fornitore rientri tra società o pubbliche amministrazione destinatari della normativa sullo split payment e il proprio credito trovi completa soddisfazione nella compensazione con un debito verso il cliente, anche egli soggetto destinatario del meccanismo in commento, lo split payment non trova applicazione, in quanto entrambi i soggetti coinvolti sono reputati comunque fiscalmente affidabili. Se la compensazione è parziale ed è dovuto un saldo a favore del fornitore, troverà applicazione il meccanismo dello split payment per l’imposta relativa al saldo stesso.