Percorso a ostacoli per l’invio dei dati delle liquidazioni

Ormai dovrebbe essere un adempimento consolidato. La comunicazione dei dati delle liquidazioni Iva giunge al terzo appuntamento, quello relativo al trimestre da luglio a settembre scorso. Eppure resta una comunicazione per la quale non si può abbassare la guardia ed evitare gli ostacoli che possono presentarsi nel percorso che porta alla trasmissione telematica. Proviamo a vedere quali sono alcuni degli aspetti che potrebbero comportare difficoltà per gli operatori.

La platea di riferimento
Chi sono i contribuenti obbligati alla comunicazione? I soggetti passivi d’imposta sia con liquidazioni periodiche mensili che trimestrali. Nel caso in cui dovessero avere, in riferimento alle diverse attività svolte, sia l’una che l’altra tipologia di liquidazione, i contribuenti sono tenuti a presentare moduli distinti per ognuna di loro. Nel particolare caso in cui, però, per compensare l’imposta, vi sia l’anticipazione della liquidazione trimestrale per farla coincidere con la liquidazione mensile del terzo mese di ogni trimestre, per la prossima scadenza, quindi, terzo trimestre e mese di settembre, la comunicazione deve essere unica e nel rigoVP1 del modello di comunicazione («Periodo di riferimento»), si deve indicare sia il trimestre («3») che il mese («9»).
Le cifre da indicare
Anche i dati da indicare vanno attentamente monitorati. Nel rigo VP2 del modello relativo alle operazioni attive, vanno inserite non solo quelle imponibili e quelle ad esigibilità differita, al netto dell’imposta che va indicata, invece, nel rigo VP4, ma anche quelle non imponibili, esenti, e quelle che mancano del requisito della territorialità ma per le quali è obbligatoria l’emissione della fattura in base a quanto previsto dall’articolo 21 del medesimo decreto. Per le operazioni soggette al regime dell’inversione contabile, nel rigo VP2 va inserito il solo imponibile mentre per i soggetti che effettuano solo operazioni esenti e che si sono avvalsi della dispensa dagli adempimenti, tali operazioni non vanno comunicate.
Gli acquisti
Per gli acquisti vanno indicati i dati relativi a tutte le operazioni interne, a quelle intracomunitarie nonché alle importazioni, desumibili, in questo caso, dalla bolletta doganale. In presenza di operazioni di acquisto in reverse charge, l’imposta deve essere indicata sia nel rigo VP5 del modello di comunicazione (Iva detratta) sia nel rigo VP4 (Iva esigibile) mentre l’imponibile rientra solo nel rigo relativo alle operazioni passive (VP3).