Split payment, opzione-previsionale

Gli operatori in regime di split payment devono fare i conti con le regole per il versamento dell’acconto Iva di dicembre (in scadenza il prossimo 27 dicembre) tenendo conto delle indicazioni fornite dalla circolare 27/E/2017 del 7 novembre scorso.

Secondo l’agenzia delle Entrate, infatti, alla luce della disposizione dell’articolo 2, comma 4 del decreto 27 giugno (il Dm contiene le regole attuative del meccanismo della scissione dei pagamenti – versione 2017), i soggetti passivi d’imposta che utilizzano il metodo “storico” di determinazione dell’acconto, limitatamente (così si ritiene) a quelli entrati in scissione dei pagamenti quest’anno, devono considerare anche l’imposta divenuta esigibile nell’ultimo mese (novembre) o nel terzo trimestre dell’anno in corso.

Chi esegue il versamento diretto dell’Iva secondo il comma 01 dell’articolo 5 del Dm 23 gennaio 2015 (normalmente, si tratta dei soggetti che non hanno diritto alla detrazione dell’imposta sugli acquisti, per i quali il metodo dell’annotazione del debito e del credito in liquidazione non porterebbe alcun vantaggio concreto), in sede di acconto, deve effettuare un versamento ulteriore rispetto a quello che sarebbe dovuto in base al debito dell’ultimo periodo 2016, al fine di tener conto dell’imposta in scissione dei pagamenti divenuta esigibile con riferimento al mese di novembre o al terzo trimestre 2017.

In base alle indicazioni della circolare, tuttavia, anche pubbliche amministrazioni e soggetti identificati ai fini Iva di cui al comma 1 dell’articolo 5 del Dm 23 gennaio 2015, i quali operano con il metodo della liquidazione dell’imposta (in pratica, con le regole dell’inversione contabile, visto che il sistema prevede l’annotazione delle fatture ricevute in split payment nei registri delle vendite e degli acquisti, azzerando, l’imposta dovuta con quella detraibile, a meno che non ricorrano ipotesi d’indetraibilità oggettiva o soggettiva), devono aggiungere alla base di calcolo dell’acconto di dicembre l’Iva divenuta esigibile nell’ultimo periodo dell’anno (novembre/terzo trimestre).

Il riferimento all’imposta esigibile, anziché all’Iva che risulti da versare in forza del meccanismo dello split payment per l’ultimo periodo precedente (imposta che, per i soggetti senza limiti di detrazione, sarebbe pari a zero) potrebbe penalizzare gli operatori, obbligandoli a considerare integralmente l’imposta a debito (esigibile) senza tener conto del corrispondente credito per l’iva detraibile.