Web tax più leggera, arriva imposta su Fintech

Una web tax semplificata con aliquota ridotta al 3% e un rafforzamento della stabile organizzazione, ma senza allargamenti del raggio d’applicazione all’e-commerce. È quella che è stata tracciata da uno dei 12 emendamenti alla manovra presentati alla Camera dal relatore e presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia (Pd). Un pacchetto sul sistema regolatorio del digitale che include l’obbligo per il garante della privacy di definire le regole di tutela dei dati personali in formato digitale. E anche un primo riconoscimento, sul piano fiscale del Fintech, ossia dei nuovi servizi finanziari realizzati su piattaforme digitali come quelle peer-to-per lending. I proventi che emergono da prestiti erogati con queste piattaforme da soggetti finanziari autorizzati da Bankitalia non sfuggiranno alla tassazione del 26% a titolo di ritenuta come redditi di capitali.

A completare i ritocchi anche una misura per rendere più competitive le Poste nella consegna dei pacchi senza dover lasciare il mercato dei recapiti alle multinazionali della logistica come ad esempio Amazon: con il nuovo sistema postale universale dovranno essere garantite le consegne entro 4 giorni di tutti quelli fino a 5 kg di peso e non più fino a 2 Kg come previsto oggi. Dal rush finale in Commissione è arrivato il via libera all’ampliamento dei beni immateriali ammessi al superammortamento del 140% come per i software. Tra gli investimenti 4.0 agevolabili proposti da M5S anche i sistemi di gestione della supply chain finalizzata al dropshipping nell’e-commerce, nonché le applicazioni con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio tra fabbrica e dispositivi telematici o mobili.

È stata poi raggiunta l’intesa nella maggioranza per alzare da 2.840 a 4mila euro la soglia per beneficiare delle detrazioni fiscali per i figli a carico. È in arrivo, inoltre, l’ok al raddoppio delle dote da 50 milioni (si passerà da 25 a 50 milioni l’anno per il biennio 2018-2019) del fondo per i risparmiatori vittime dei crack bancari. Così come il via libera all’esclusione dal bail in per le Casse di previdenza dei professionisti