Split payment, più tempo per detrarre

Per le operazioni ad esigibilità differita e in particolare per le operazioni a split payment il diritto a detrazione scatta solo quando l’Iva diventa esigibile e possono non tener conto del limite di registrazione fissato dall’articolo 25 del Dpr 633/72 del documento ricevuto. Questi sono gli effetti che derivano dai chiarimenti forniti dall’agenzia delle Entrate con la circolare 1/E/2018. In effetti, l’esercizio della detrazione Iva è collegato per il cessionario /committente a due elementi che si devono verificare: il primo costituito dall’esigibilità dell’imposta e il secondo dal possesso della fattura d’acquisto. Proprio per questo la detrazione può risultare ritardata ogni volta che l’esigibilità è differita rispetto al momento di effettuazione dell’operazione.

Per esempio, una fattura soggetta a split payment sarà soggetta alle nuove regole dell’articolo 19 del Dpr 633/72 con riferimento non al momento di effettuazione dell’operazione ma, in ragione delle scelte operate dal cliente, al momento del pagamento della fattura ovvero dalla sua ricezione o alla sua registrazione.

Pertanto se un soggetto sottoposto a split payment (ad esempio una pubblica amministrazione ovvero una società quotata in borsa alla lista Ftse Mib) riceve una fattura in dicembre 2017 per una cessione dei beni la cui consegna è avvenuta a dicembre 2017 non sarà obbligato ad esercitare il diritto a detrazione entro la dichiarazione relativa al 2017 (da presentarsi entro il 30 aprile 2018), ma collegherà tale esercizio ad uno dei tre momenti sopra individuati.