Patent box sui marchi nei Redditi 2018

Sono salve le opzioni sui marchi esercitate nel 2015 e 2016, mentre dal periodo d’imposta 2017 le nuove opzioni – che riguarderanno esclusivamente software, brevetti, know-how e disegni o modelli – vanno esercitate direttamente nel modello Redditi. La conferma arriva dal decreto del Mise e del Mef del 28 novembre 2017, che ha rivisto le disposizioni attuative del regime Patent box, sostituendo integralmente il precedente decreto del 30 luglio 2015.

Il provvedimento recepisce le modifiche introdotte dall’articolo 56 del Dl 50/2017, per allineare l’Italia alle raccomandazioni Ocse (Beps Action 5), che come noto non permettono l’ingresso nell’agevolazione per i marchi oltre il 30 giugno 2016.

Contestualmente all’eliminazione dei marchi, il provvedimento del 28 novembre presenta una clausola di salvaguardia che, nel confermare la validità delle opzioni esercitate per i due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014, introduce degli obblighi di scambio di informazioni tra l’agenzia delle Entrate e le amministrazioni fiscali di paesi esteri in cui risiede la controllante (diretta e indiretta) dell’impresa italiana o in cui hanno sede società del gruppo che hanno pagato compensi al soggetto italiano per l’utilizzo dei marchi oggetto di agevolazione.

Entro tre mesi da ciascuna dichiarazione, l’Agenzia comunicherà i nominativi dei soggetti che hanno optato per i marchi alle amministrazioni dei paesi con cui sia in vigore uno strumento per lo scambio di informazioni.