Il transfer price passa dalle Entrate

Contraddittorio con le Entrate per il riconoscimento delle variazioni in diminuzione a fronte di rettifiche di transfer pricing subite all’estero. È quanto prevede lo schema di provvedimento del direttore delle Entrate, in attuazione dell’articolo 31 quater, comma 1, lettera c) Dpr 600/73. Il documento è in consultazione: per i commenti c’è tempo fino al 21 marzo.

Il provvedimento descrive la procedura che imprese residenti e stabili organizzazioni di soggetti non residenti potranno seguire per ottenere il riconoscimento di una variazione in diminuzione in Italia, a fronte di una rettifica definitiva «arm’s length», effettuata da uno Stato con il quale è in vigore una convenzione che consenta un adeguato scambio di informazioni.

La procedura si attiva con un’istanza da inviare all’ufficio accordi preventivi e controversie internazionali. L’istanza può essere redatta in carta libera o con Pec e deve contenere a pena di inammissibilità le generalità del contribuente, l’oggetto e riportare in allegato:

copia degli atti impositivi con traduzione in italiano o inglese;

gli elementi che dimostrino la natura «arm’s length» della rettifica estera: il riferimento potrebbe essere ad esempio a studi di Tp e analisi di benchmark;

certificazione dell’autorità estera sulla definitività della rettifica. Sarebbero utili ulteriori indicazioni sul contenuto della certificazione, per ridurre i rischi di produzione di documenti che richiedano rettifiche.