Risparmio, il Fisco «rilancia» sui Pir

Dalla cumulabilità agli investimenti di Casse e fondi pensione. La circolare 3/E dell’agenzia delle Entrate, integrando le linee guida pubblicate lo scorso ottobre, fornisce ulteriori chiarimenti molto attesi da associazioni di categoria, intermediari e investitori sullo strumento dei Pir (Piani individuali di risparmio).

Cumulo agevolazioni e titolarità

La circolare, dopo aver sintetizzato le caratteristiche dello speciale regime fiscale agevolativo introdotto con la manovra 2017, chiarisce alcuni margini di cumulabilità. In particolare, sono sommabili gli incentivi fiscali per gli investimenti in startup innovative introdotti con il decreto 179 del 2012. Questi ultimi agevolano gli investimenti di soggetti Irpef e Ires nel capitale delle startup mentre nel perimetro Pir rientrano gli investimenti effettuati dalle persone fisiche, al di fuori di attività commerciali, in strumenti finanziari mediante piani di risparmio a lungo termine.

Quanto al tema della titolarità, la circolare ribadisce che non sono previsti limiti minimi all’età delle persone fisiche che possono essere titolari di un Pir. Ma si precisa che l’esenzione fiscale per redditi di capitale e capital gain si applica solo se l’usufruttuario (entrambi i genitori o uno solo dei due) – a cui è imputato il reddito finanziario derivanti dagli investimenti inseriti nel Pir – non sia contemporaneamente titolare di un altro Piano. La circolare interviene anche sul tema dell’unicità: è possibile essere titolari di più Pir purché non contemporanei, chiuso un Piano se ne può costituire un altro anche nel medesimo periodo di imposta.