Ricerca, in arrivo 440 milioni

Nella sua lunga rincorsa agli obiettivi europei sulla ricerca l’Italia stanzia nuove risorse. Una dote di oltre 400 milioni di euro di agevolazioni pubbliche è in via di definizione, ma nel frattempo il nostro target di spesa all’1,53% del Pil, messo nero su bianco nel 2015 dal Programma nazionale della ricerca, resta un miraggio. Siamo fermi all’1,29% (l’obiettivo di Europa 2020 è pari addirittura al 3%) nonostante dal 2013 a oggi l’Italia abbia gradualmente incrementato la focalizzazione degli aiuti di Stato proprio verso il sostegno alla “Ricerca, sviluppo e innovazione”.

Le risorse in arrivo

Salvo ribaltoni in extremis sempre possibili in queste concitate settimane di passaggio tra il governo in carica e quello tutto da costruire, il ministero dello Sviluppo economico farà partire una nuova linea di interventi da circa 440 milioni per sostenere progetti di ricerca in tre grandi aree tematiche: Fabbrica 4.0, Agrifood e Scienze della vita.

I fondi rappresentano una disponibilità eccezionale in capo al ministero, in quanto sono una fetta di quel miliardo e 645 milioni di fondi strutturali aggiuntivi che nel 2016 la Commissione aveva concesso all’Italia – e ad altri Paesi in difficoltà – in base allo scostamento al ribasso delle previsioni di Pil su cui erano state originariamente formulate le assegnazioni per il 2014-2020.

Al Programma operativo “Imprese e competitività” gestito dal ministero dello Sviluppo toccò in dote una quota di 653 milioni. Una buona parte della quale, per l’appunto 440 milioni a valere su fondi Fesr, dovrebbe andare a nuove azioni per la ricerca. È ancora in definizione la distribuzione sul territorio, anche se una prima ipotesi prevederebbe 267 milioni per le Regioni meno sviluppate (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia), 75 milioni per quelle in transizione (Sardegna, Abruzzo e Molise) e 95 milioni per quelle più sviluppate del Centro-Nord.