La competitività passa anche dal nuovo transfer price

La pubblicazione da parte del Mef dello schema di decreto ministeriale contenente le linee guida per una corretta applicazione della disciplina sui prezzi di trasferimento segna una tappa fondamentale per garantire l’allineamento del sistema tributario italiano ai principi condivisi in ambito internazionale e rappresenta un ulteriore elemento nella direzione di un più virtuoso rapporto Fisco-contribuente.

Già con l’introduzione del principio di libera concorrenza in luogo del valore normale nell’articolo 110, comma 7 del Tuir ad opera dell’articolo 59 del decreto legge 50 del 2017, l’amministrazione non si era limitata a un mero adeguamento formale alle raccomandazioni Ocse contenute nelle azioni 8, 9 e 10 del progetto Beps. In realtà, l’emendamento normativo è andato a porre le basi per un cambiamento più radicale e sostanzialistico nell’interpretazione della disciplina sui prezzi di trasferimento, volto a svincolare tanto l’amministrazione finanziaria quanto i contribuenti dai precetti della oramai vetusta circolare 32 del 1980.

Parrebbe ad ogni modo opportuno, al fine di evitare scomodi fraintendimenti soprattutto nei contesti di una ispezione o verifica, che nella sua versione finale il decreto chiarisca come la circolare ministeriale del 1980 venga abrogata e sostituita dal combinato disposto derivante dall’applicazione delle linee guida Ocse e dal decreto ministeriale di attuazione delle disposizioni dell’articolo 110, comma 7 del Tuir.