Privacy, no a moratorie

Nessuna moratoria di sei mesi per le sanzioni previste dal Regolamento Ue sulla privacy n. 2016/679, che, in vigore dal 24 maggio 2016, diventa operativo il 25 maggio 2018.

Lo precisa il Garante della privacy con un comunicato stampa di ieri, necessario a sedare una polemica sorta sull’interpretazione di un provvedimento dello stesso Garante n. 121 del 22 febbraio 2018 e in particolare del passaggio conclusivo dello stesso.

Spieghiamoci meglio. Il provvedimento in questione, che è un atto dovuto in applicazione del comma 1021 della legge 205/2017, definisce le linee generali con cui il Garante farà l’attività di monitoraggio e vigilanza sull’applicazione del regolamento Ue.

Nell’ultima frase del provvedimento si legge che il Garante ha ritenuto opportuno differire l’applicazione del provvedimento fino a sei mesi dall’entrata in vigore del decreto legislativo in attuazione dell’articolo 13 della legge 163/2017 (armonizzazione della legislazione italiana al regolamento Ue), fatta salva diversa determinazione del Garante adottata anche anteriormente a tale data.

Il garante, viste alcune notizie circolanti su internet, ha chiarito il senso di questo «differimento». Testualmente un comunicato dell’autorità di controllo recita che «non è vero che il Garante per la protezione dei dati si sia pronunciato sul differimento dello svolgimento delle funzioni ispettive e sanzionatorie né il provvedimento richiamato nei siti attiene a tale materia. Nessun provvedimento del Garante, peraltro, potrebbe incidere sulla data di entrata in vigore (meglio, data di inizio di applicazione) del Regolamento europeo fissata al 25 maggio.