E-fattura e gruppo Iva, incrocio difficile

Corto circuito tra Gruppo Iva e fattura elettronica. Malgrado un primo assaggio di fatturazione elettronica si potrebbe avere a luglio prossimo (salvo modifiche allo studio in Parlamento, si veda Il Sole 24 Ore del 15 maggio), quando tutti i distributori dovranno emettere questo documento per le cessioni di benzina e gasolio effettuate nei confronti di soggetti passivi d’imposta, residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato, dal primo gennaio 2019 il documento riguarderà, invece, tutti i rapporti B2B e B2C.

Ma dalla stessa data del primo gennaio parte anche la prima applicazione dell’istituto noto come Gruppo Iva, per i soggetti che, naturalmente, vi opteranno entro il 15 novembre prossimo, data così posticipata rispetto al 30 settembre dal decreto attuativo del 6 aprile scorso.

Proprio quest’ultimo decreto ha individuato anche le modalità con cui devono essere emesse o ricevute le fatture dal Gruppo Iva. Il Gruppo Iva, infatti, acquisisce la piena soggettività ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, munendosi di una propria partita Iva, mentre i partecipanti al gruppo perderanno la loro autonoma soggettività, sempre naturalmente ai fini Iva.

Premettendo che le cessioni di beni e le prestazioni di servizi poste in essere fra i partecipanti del gruppo sono operazioni fuori campo di applicazione dell’imposta, quando il Gruppo Iva effettua operazioni con soggetti esterni al gruppo, deve essere emessa fattura contenente non solo la partita Iva del Gruppo, ma anche il codice fiscale del singolo partecipante a cui l’operazione è riferibile.

Ciò deve avvenire – dispone il decreto del 6 aprile – anche nella fase di acquisto