Il bonus sui beni fa crescere l’appeal-trasparenza nelle Srl

Opzione per la piccola trasparenza con appeal rinnovato nella dichiarazione dei redditi di quest’anno. Da un lato, il nuovo regime di tassazione dei dividendi e, dall’altro, i cospicui sconti fiscali che potrebbero derivare dagli investimenti rientranti nel regime dell’iperammortamento cialis reduced price. rendono infatti opportuno valutare con maggior attenzione la scelta di optare nella prossima dichiarazione dei redditi della società partecipata per il regime ex articolo 116 del Tuir. Ma procediamo con ordine.

L’opzione

Le Srl che presentano i requisiti previsti dall’articolo 116 del Tuir possono optare nel modello Redditi (quadro OP) per un regime di tassazione per trasparenza del tutto analogo a quello previsto per le società di persone.

L’opzione ha validità triennale con decorrenza dall’anno di presentazione della dichiarazione in cui è esercitata la scelta. L’opzione in dichiarazione dei redditi deve essere preceduta dalla scelta “interna” dei soci rispetto alla società che deve essere opportunamente formalizzata (raccomandata con ricevuta di ritorno).

La tassazione dei dividendi

Con decorrenza dal 1° gennaio 2018 (e fatta salva la regola transitoria per i dividendi maturati in precedenza la cui distribuzione sarà deliberata entro la fine del 2022), tutti i dividendi saranno tassati ad aliquota sostitutiva del 26% a prescindere alla caratura della partecipazione del socio. Non rileverà più, quindi, se la partecipazione è qualificata o meno.

La tassazione sostituiva del 26% presenta due inconvenienti: l’elevata misura considerando la tassazione a monte Ires del 24 per cento e il fatto che trattandosi di una tassazione sostitutiva, non consente il recupero di oneri deducibili e detraibili.

L’opzione per la trasparenza in base all’articolo 116 del Tuir potrebbe quindi essere conveniente. In questo modo, infatti, l’aliquota Irpef applicata dal socio sostituirebbe sia l’Ires al 24% sul reddito imponibile della società, sia la sostituiva del 26% sul dividendo. Nel calcolo va ulteriormente tenuto in considerazione il risparmio fiscale correlato alle fruibilità di oneri deducibili e detraibili che in mancanza di redditi tassabili nel quadro RN (come i dividendi soggetti a sostitutiva), andrebbero persi.

Inoltre, nella valutazione della scelta occorre tenere conto della “propensione” della società a distribuire dividendi ai soci. Se la società non è avvezza allo stacco delle cedole, infatti, l’interesse per l’opzione calerebbe.