Il nuovo non profit chiama a raccolta i professionisti

Entrare nell’organo di controllo di associazioni o fondazioni, curare la revisione dei conti per le organizzazioni maggiori, gestire gli aspetti giuslavoristici dei contratti nelle imprese sociali e rivedere gli statuti degli enti non profit, allineandoli alle previsioni della riforma del terzo settore.

Sono queste alcune delle chance professionali che si aprono per commercialisti, revisori dei conti, consulenti del lavoro e notai, dopo che la riforma ha ridisegnato le regole generali e di gestione degli enti del privato sociale.

Approfondire le disposizioni specifiche delle organizzazioni del terzo settore e aggiornare la propria formazione – più tarata magari sull’amministrazione delle società profit – può essere dunque una buona idea per i professionisti.

Uno dei punti cardine della riforma è il rafforzamento dei controlli interni degli enti non profit, a garanzia di una maggiore trasparenza nell’attività svolta e nella gestione .

Per questo, gli enti che vorranno accedere al Registro unico nazionale del terzo settore (dovrebbe vedere la luce nel 2019) dovranno adeguarsi alle nuove previsioni. Nelle fondazioni diventa obbligatoria la nomina di un organo di controllo: un organo che avrà funzioni in parte simili a quelle del collegio sindacale delle società, ma che dovrà anche vigilare sull’osservanza delle finalità civiche, solidaristiche, e di finalità sociale dell’ente.