Credito d’imposta alla formazione 4.0 solo per sei mesi

Dopo una lunga attesa si sblocca definitivamente il credito d’imposta sulla formazione collegata a Industria 4.0. Il decreto attuativo dello Sviluppo economico (con concerto di Economia e Lavoro) è stato pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» 143 del 22 giugno.

Il bonus era stato previsto dalla legge di Bilancio 2018, in base alla quale le disposizioni applicative si sarebbero dovute adottare entro lo scorso marzo. Il credito d’imposta, per il quale sono disponibili complessivamente 250 milioni, è in vigore in via sperimentale solo per il 2018. Quindi ci sono sei mesi per effettuare investimenti secondo le linee guide del decreto.

Cosa riguarda

Sono ammissibili le attività di formazione finalizzate all’acquisizione o al consolidamento, da parte del personale dipendente dell’impresa, delle competenze nelle tecnologie rilevanti in chiave 4.0. Per personale dipendente si intende il personale titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato. Mentre per il personale in apprendistato sono ammissibili solo le attività relative all’«acquisizione» delle competenze (non al «consolidamento»).

La formazione deve essere disciplinata in contratti collettivi aziendali o territoriali depositati presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente. Inoltre, a ciascun dipendente dovrà essere rilasciata l’attestazione dell’effettiva partecipazione. Il credito d’imposta, nella misura del 40% ed entro un massimo di 300mila euro per beneficiario, si applica al costo aziendale riferito alle ore o alle giornate di formazione del personale. Sono ammesse le ore di formazione svolte da un dipendente interno “esperto” in qualità di tutor, ma in questo caso con un tetto (fino al 30% della retribuzione complessiva annua).