La carica di 250 startup a caccia di fondi

I finanziamenti ci sono, ma non troppo. Le normative e la fiscalità sono adeguate, ma potrebbero essere meglio. Le idee per nuove startup ci sono, ma sono spesso non scalabili. L’ecosistema si sta evolvendo, ma non è maturo. Il bilancio emerso ieri nel corso dell’Italian venture capital & startup, organizzato dal Sole 24 Ore in collaborazione con Venture Up di Aifi, è a luci ed ombre. Il risultato, però, è che Milano si colloca solo al decimo posto in Europa fra le città hub per le startup, secondo la classifica Eu-startup, mentre la Spagna, ad esempio, posiziona Barcellona e Madrid al quinto e sesto posto.

«Negli ultimi quattro anni lo Stato ha fatto quello che il mercato fatica a fare: si è impegnato a creare le startup, tanto che con Smart&Start Invitalia ha contribuito a crearne 848. Il problema che oggi dobbiamo risolvere è quello di far crescere queste startup, visto che su oltre 8mila imprese innovative solo l’1,1 per cento fattura più di 2 milioni di euro. Per recuperare il gap che ancora separa l’Italia dagli altri Paesi bisogna trovare il modo per favorire il cosiddetto “secondo round”delle startup, cioè la raccolta di nuovi capitali per consolidarne e accelerare la crescita.