Transfer price, il tasso di concorrenza si basa sul merito di credito

 

L’Ocse ha pubblicato il 3 luglio, nel contesto delle azioni Beps 8-10, l’atteso documento di consultazione sul transfer pricing delle operazioni finanziarie; la consultazione si chiuderà il 7 settembre.

I contenuti tecnici, tiene a precisare l’Organizzazione parigina, non sono frutto di posizioni condivise e ciò anche in relazione al tema iniziale, e molto delicato, circa la possibilità di applicare il transfer pricing anche per delineare se un trasferimento di fondi infragruppo possa considerarsi, e a quali condizioni, debito o equity. In generale l’Ocse afferma che a quelle finanziarie debbono applicarsi gli stessi principi valevoli per le altre tipologie di operazioni.

Di particolare interesse sono gli approfondimenti sul merito di credito del prenditore di fondi, sulle possibili metodologie per determinarlo, sulla rilevanza dell’associazione passiva (ossia la possibilità che la semplice appartenenza al gruppo possa migliore tale merito creditizio), nonché sulle analisi da compiere, e sui criteri da seguire, al fine di rispettare il principio di libera concorrenza con riguardo a specifiche tipologie di operazioni (finanziamenti, cash pooling, hedging, garanzie e captive insurance).

L’Ocse chiarisce che il merito di credito – anche da stimare attraverso specifici applicativi e/o modelli econometrici, laddove non sia disponibile il rating stand alone – rappresenta un elemento imprescindibile nel processo di individuazione del tasso di libera concorrenza.