Bonus sul risparmio energetico con massimali di spesa unitari

Ventotto nuovi tetti di spesa, calcolati per «unità» di prodotto acquistata: tra i 350 e i 450 euro al metro quadrato per un infisso, 180 euro al metro quadrato per una schermatura solare oppure, per le caldaie a condensazione, tra i 200 e i 250 euro al kW. Si rivede così il sistema delle spese massime ammissibili nell’ambito dell’ecobonus. Con un effetto evidente: per la quota che va oltre non sarà possibile la detrazione.

È la novità più rilevante contenuta nella bozza di decreto messa a punto dal ministero dello Sviluppo economico, assieme al Mef, al Mit e all’Ambiente. Un provvedimento che è stato previsto dall’ultima legge di Bilancio (legge 205/2017) e che ha l’obiettivo di riscrivere interamente le regole di riferimento delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, ritoccando le specifiche tecniche e i massimali di costo di tutti gli interventi. «Questi requisiti – spiega la relazione illustrativa – sono stati definiti con decreti del Mef risalenti al 2007 e al 2008». Serviva, insomma, un restyling per chiarire il perimetro delle agevolazioni.

L’opera di revisione è molto consistente e si compone di una cinquantina di pagine, compresi gli allegati: si guarda alla procedura ma, soprattutto, alle spese detraibili. «Il decreto – dice ancora la relazione introduce anche massimali unitari di spesa per ogni singola tipologia di intervento». Massimali che puntano a riallineare l’impatto economico ed energetico delle regole sui bonus. In sostanza, con il nuovo assetto i cittadini dovranno rispettare due tetti: uno globale per le spese complessive e il secondo per valori unitari, parametrato al metro quadrato o al kW, a seconda delle situazioni.