No profit, il correttivo al Consiglio dei ministri

Decreto correttivo al Codice del terzo settore al vaglio del Consiglio dei ministri di oggi. All’ordine del giorno l’approvazione definitiva delle proposte di modifica già vagliate dal precedente esecutivo nel marzo scorso. Diversi i punti attesi dagli enti del terzo settore , prima tra tutti la proroga del termine per l’adeguamento degli statuti alle nuove disposizioni che dovrebbe passare dagli originari 18 mesi, rispetto alla data di entrata in vigore del codice, a 24 mesi, con scadenza, dunque, ad agosto 2019.

Previsti anche chiarimenti per il ruolo del revisore legale dei conti, che potrà essere ricoperto dai membri dell’organo di controllo, purché iscritti nell’apposito albo. A queste modifiche si aggiunge anche il coordinamento tra adempimenti contabili previsti ai fini fiscali e civilistici e la previsione di un unico limite (220mila euro) per l’accesso alla rendicontazione di cassa in luogo del bilancio di esercizio.

Al vaglio del Cdm anche le misure fiscali su cui il Consiglio di Stato aveva espresso alcune criticità: l’estensione dei titoli di solidarietà anche alle cooperative sociali e imprese sociali, la soglia di tolleranza del 10% nel rapporto tra costi e ricavi relativi alle attività di interesse generale svolte dagli enti no profit e il reinserimento delle attività assistenziali nell’articolo 148 del Tuir. Attesa anche per la reintroduzione dell’esenzione dall’imposta di registro per gli atti delle organizzazioni di volontariato.