Nei magazzini automatizzati scaffalatura portante senza bonus

Per i magazzini automatizzati niente iperammortamento sulla scaffalatura metallica portante, in quanto costituisce una costruzione. Il chiarimento, contenuto nella risoluzione 62/E/2018, è basato su una rigida applicazione della normativa catastale e non tiene conto delle peculiarità funzionali delle strutture metalliche di questi magazzini, il cui costo (elevatissimo) deriva, per la maggior parte, non già dalla componente immobiliare, ma dalla connessione al sistema di movimentazione.

Tra i diversi test da effettuare per il calcolo della deduzione da iperammortamento, una particolare importanza riveste la conformità ai requisiti oggettivi della legge 232/2016. La norma esclude espressamente dall’agevolazione gli investimenti in fabbricati e costruzioni.

Alcuni grandi impianti o macchinari automatizzati, pur se dotati dei requisiti Industria 4.0, e ricompresi nell’allegato A) alla legge 232/2016, rischiano dunque di essere esclusi dal beneficio in quanto infissi al suolo e accatastabili. Alcuni casi sono stati affrontati dall’Agenzia e dal Mise, ma restano ancora incertezze derivanti dalla sovrapposizione di criteri interpretativi «funzionali» e regole formalmente «catastali».

La circolare Mise 177355/18 (che richiama la nota n. 60244/16 del Catasto) ricorda che non sono immobili quei contenitori «che costituiscono elementi della linea produttiva, attraverso la quale si realizzano i diversi processi di lavorazione (ad esempio, i silos presenti negli impianti di miscelazione, gli atomizzatori tipici dell’industria ceramica)».