Microimpresa con integrativa se la continuità è in dubbio

L’esonero dalla redazione della nota integrativa, previsto per le microimprese, potrebbe non essere appropriato nelle situazioni in cui gli amministratori siano chiamati ad esplicitare le proprie valutazioni sul presupposto della continuità aziendale.

È quanto indica Assirevi nel documento di ricerca 215 che detta linee guida per la redazione della relazione di revisione in casi particolari. Quando ci sono dubbi circa l’esistenza del presupposto della continuità aziendale, potrebbe servire nel bilancio un’informazione aggiuntiva.

Il problema nasce perché l’articolo 2435-ter del Codice civile prevede per le microimprese molte semplificazioni: quella più significativa consiste nell’esonero dalla redazione della nota integrativa, se in calce allo stato patrimoniale sono riportate le informazioni dei numeri 9 e 16 dell’articolo 2427. Il numero 9 prevede un ampliamento dell’informativa in precedenza riportata nei conti d’ordine dello stato patrimoniale, che sono stati eliminati.

In particolare, le microimprese devono fornire le informazioni su impegni e garanzie, anche relative alle imprese del gruppo di appartenenza, e quelle relative alle passività potenziali. Queste sono passività per le quali, in base a quanto prevede il principio contabile Oic 31, non è possibile iscrivere nello stato patrimoniale un fondo con contropartita un onere nel conto economico, ma deve essere fornita l’informativa nella nota integrativa.