E-fattura, sconti sulle sanzioni e più flessibilità sui tempi

Più tempo per la fattura elettronica. Al di là del numero dei giorni, la partita si gioca sulla possibilità di concedere uno spostamento in avanti per l’emissione oppure per la trasmissione. Una differenza che solo all’apparenza può sembrare non di peso: nel primo caso con l’emissione “prolungata” si risolverebbe la questione a regime (quindi sarebbero interessati anche quanti continueranno emettere documenti cartacei come i minimi e i forfettari) mentre la trasmissione riguarderebbe solo l’invio al Sistema di interscambio (Sdi).

Visti poi i pochi giorni a disposizione da qui alla fine dell’anno, potrebbero anche emergere problemi nella definizione dei software. Niente sanzioni o al massimo sanzioni ultraridotte per i ritardi commessi nel primo periodo di applicazione dell’obbligo, a condizione che il documento sia stato emesso entro i termini di liquidazione dell’Iva.

La fattura elettronica è destinata a entrare anche nella manovra 2019 con l’intento di ridurre oneri, adempimenti e preoccupazioni in vista del debutto dell’obbligo tra “privati” a partire dal prossimo 1° gennaio. Se l’Esecutivo ha una certezza, infatti, è che l’e-fattura non potrà essere prorogata per esigenze di gettito. Così come non è possibile prevedere l’entrata in vigore scaglionata dell’obbligo in base al volume d’affari: a entrare in crisi sarebbe il sistema di controlli automatici e incrociati. In sostanza, oltre alla possibilità di prevedere comunque un periodo transitorio soft per Governo e amministrazione finanziaria non si può andare.