Nei patent box misti rinnovi in base all’incidenza dei costi

La definizione di numerosi accordi di patent box a distanza di circa quattro anni dalla presentazione dell’istanza di ruling avrà come effetto, almeno per le istanze di agevolazione presentate nel 2015, che molte imprese dovranno, già dai prossimi mesi, affrontare le problematiche connesse al rinnovo dell’accordo appena sottoscritto.

Bisogna, infatti, ricordare che il ruling, sebbene diventi vincolante per le parti dal momento della sua sottoscrizione, produce i suoi effetti dal periodo di imposta in cui è stata presentata l’istanza e per i quattro successivi. Questo vuol dire che i contribuenti che hanno presentato l’istanza nel 2015, dovranno attivarsi, a pena di decadenza, già nel 2019 per richiedere il rinnovo.

La possibilità del rinnovo, la cui modalità di esercizio è regolamentata dall’articolo 12 del provvedimento del 1° dicembre 2015 (prot. N. 2015/154278), impone di effettuare un’analisi preliminare sia su eventuali mutamenti nelle condizioni di fatto su cui si basa l’accordo, che con riferimento ai beni immateriali oggetto di agevolazione.

Infatti, qualora l’accordo abbia ad oggetto esclusivamente marchi d’impresa, il rinnovo non potrà essere esercitato, dal momento che questi beni immateriali sono stati esclusi dal regime patent box a partire dal 2017, per effetto del Dl 24 aprile 2017, n. 50. Questo decreto, tuttavia, ha fatto salve tutte le opzioni esercitate nel 2015 e nel 2016 per le quali comunque, trascorsi cinque anni, il beneficio non sarà più rinnovabile.