L’abolizione dell’Ace non blocca l’uso delle eccedenze maturate

La relazione illustrativa al Ddl di Bilancio 2019 rassicura gli operatori sul fatto che l’abrogazione del regime di aiuto alla crescita economica (Ace) non comporterà il divieto di utilizzare le eccedenze di reddito nozionale già maturate. La norma aveva fatto sorgere il dubbio che il legislatore intendesse “cancellare” le eccedenze maturate prima del 2018 (si veda «Il Sole 24 Ore» del 31 ottobre).

La relazione non solo conferma che è consentito l’utilizzo delle eccedenze Ace pregresse senza far alcuna distinzione in base all’epoca di maturazione, ma spiega anche che tale possibilità «è dettata dall’esigenza di salvaguardare i diritti quesiti». In tale ottica, conferma la relazione, «devono considerarsi utilizzabili le eccedenze Ace anche per i soggetti che partecipano al consolidato fiscale o alla trasparenza fiscale secondo le regole dettate dal Dm 3 agosto 2017».

Questa conclusione è in linea con i principi generali dell’ordinamento.

Il beneficio Ace è fruibile secondo due modalità. L’eccedenza del rendimento nozionale rispetto al reddito complessivo netto, infatti, può essere portata in deduzione ai fini delle imposte sui redditi, oppure convertita in un credito d’imposta utilizzabile in compensazione per il versamento dell’Irap, con un’opzione che può essere esercitata dal contribuente solo nella dichiarazione dei redditi dell’esercizio in cui l’eccedenza è maturata. Di conseguenza, per tutti gli esercizi in cui l’agevolazione Ace è stata in vigore, la trasmissione di ciascuna dichiarazione è coincisa con l’espressione di una specifica scelta del contribuente.