Bonus edilizi per le imprese, la «cassa» obbliga a rettifiche

Situazione difficile, quella di chi apprende di aver sbagliato ma non sa come fare a sistemare l’errore. In questa posizione si trovano tutte le imprese in contabilità semplificata che negli ultimi due anni abbiano realizzato interventi di ristrutturazione edilizia, riqualificazione energetica o miglioramento sismico ragionando con il criterio di competenza.

La risposta dell’agenzia delle Entrate ad interpello 46 del 22 ottobre scorso sposa il criterio di cassa, mettendo in fuorigioco i pagamenti effettuati senza, tuttavia, indicare come porre rimedio all’errore.

Il problema nasce dal fatto che dal 2017 le imprese in contabilità semplificata applicano il nuovo regime «improntato al criterio di cassa», al posto di quello precedente basato sulla competenza. Per le spese che danno diritto ai vari bonus detraibili, le imprese hanno sempre seguito procedure differenti dai privati, applicando il principio di competenza e prescindendo dal pagamento tramite quel bonifico speciale, che consente all’istituto bancario e alle poste di operare la ritenuta dell’8% (si veda, ad esempio, circolare 7/E/2018).

Ci si chiedeva, pertanto, se queste particolarità restassero valide anche per le imprese in contabilità semplificata «per cassa», a partire dal 1° gennaio 2017, ed in particolare per coloro tra esse (la stragrande maggioranza) che avessero optato per il metodo contabile che riconnette incassi e pagamenti alle registrazioni operate ai fini Iva (articolo 18, comma 5, Dpr 600/73). La risposta delle Entrate è negativa su tutti i fronti: le imprese minori devono (dal 2017) sempre certificare la spesa che dà diritto al bonus con il «bonifico speciale», esattamente come i privati, e la detrazione avviene seguendo il principio di cassa.