Processo telematico, la copia certificata solo dal legale pubblico

Con il nuovo processo telematico tributario solo i difensori degli enti impositori – non anche quelli dei contribuenti – potranno attestare la conformità dei documenti digitali .

Tra le principali novità introdotte dal Dl 119/2018 sull’obbligatorietà del processo tributario telematico dal prossimo 1° luglio vi è il potere di certificazione della conformità, ossia il rilascio di un’attestazione di conformità all’originale di un documento presente nel fascicolo sia esso depositato da una parte, sia emesso dalla commissione tributaria stessa.

Si tratta di una questione particolarmente delicata che, probabilmente, non è stata adeguatamente ponderata in quanto, in assenza di modifiche, rischierebbe di compromettere gli obiettivi benefici introdotti con il processo tributario telematico.

L’informatizzazione del processo, infatti, oltre ad evitare inutili code agli sportelli delle commissioni tributarie, facilita la consultazione del fascicolo e consente l’immediata visualizzazione ed estrazione dei provvedimenti emessi dal giudice.

In sintesi, il fascicolo telematico evita che le parti debbano personalmente recarsi presso la commissione tributaria, talvolta distante, per poter depositare o visionare un documento della causa.