Ricerche senza bonus R&S alla commissionaria italiana

Con il principio di diritto 15 dell’11 dicembre 2018, l’agenzia delle Entrate conferma che i chiarimenti della circolare 13/E/2017 sulla ricerca commissionata dall’estero risultano applicabili anche nell’ipotesi di costi sostenuti da una società commissionaria italiana a fronte di un contratto di ricerca stipulato con una società statunitense, che è socio unico della commissionaria e alla quale la commissionaria riaddebita i suddetti costi di ricerca.

In particolare, si chiarisce che nel caso appena descritto è applicabile anche l’articolo 8 del Dl 12 luglio 2018 n. 87, che non considera più ammissibili al beneficio del credito d’imposta i costi sostenuti per l’acquisto infragruppo, anche in licenza d’uso, di beni immateriali. Di conseguenza, non rileva l’acquisto infragruppo di questi beni, effettuato dalla commissionaria italiana.

L’articolo 1, comma 15 lettera b) della legge 232/2016 ha introdotto la possibilità che il credito di imposta possa maturare in capo alle commissionarie residenti che eseguono le attività di ricerca e sviluppo in base a contratti stipulati con imprese residenti nell’Ue, nello Spazio economico europeo o in Stati collaborativi, di cui al Dm 4 settembre 1996 (che comprende gli Usa).