La blockchain cerca il passaporto legale

La validità giuridica della blockchain, inizialmente prevista nello schema del Dl Semplificazioni, è stata spinta più in là. Sfilata dal decreto approvato la scorsa settimana dal Governo, se non verrà recuperata nel percorso parlamentare del provvedimento, o a sorpresa nella legge di Bilancio, potrà rientrare con il Ddl delega per ulteriori semplificazioni, riassetti normativi e codificazioni di settore.

La norma saltata conteneva la definizione delle tecnologie basate su registri condivisi (distributed ledger technology, Dlt), di cui fa parte anche la “catena dei blocchi”. E precisava che la condivisione di un documento informatico via Dlt «produce gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica» ex articolo 41 del Regolamento Ue 910/2014: una validazione “semplice”, che rende giuridicamente certa la data e l’ora dei dati in forma elettronica (il timestamp, la marca temporale della transazione) e garantisce «l’ammissibilità come prova in procedimenti giudiziali».