Concordati e accordi unitari per le crisi dei gruppi di imprese

Il Codice della crisi e dell’insolvenza(il Dlgs 14/2019 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 14 febbraio scorso) introduce, tra le novità più significative, la disciplina della crisi di gruppo. L’assenza di regole ha nel passato autorizzato numerosi tentativi di progettare piani di ristrutturazione funzionali ad una gestione unitaria della crisi, intuitivamente più agevole di quella parcellizzata, in presenza di relazioni industriali, finanziarie e contrattuali tra le diverse entità che compongono il gruppo.

La giurisprudenza

Nel 2015 la Corte di Cassazione (sentenza 20559 del 3 ottobre 2015), con una sentenza che costituì poi orientamento, ritenne inammissibile una delle impostazioni più utilizzate allo scopo, costituita dal conferimento in unica società di persone di attivo e passivo delle società del gruppo, che divenivano quindi soci illimitatamente responsabili.

Tre i punti su cui la Suprema corte ha basato la propria posizione:

  • la violazione dei diritti dei creditori;
  • la formazione delle maggioranze;
  • la competenza territoriale.

La confluenza di attivi e passivi in un’unica società avrebbe impedito di assegnare ai creditori delle conferenti il trattamento di cui avrebbero beneficiato nelle singole procedure in forza del principio, di cui all’articolo 2740 del Codice civile, secondo cui il debitore risponde delle proprie obbligazioni con tutto il suo patrimonio, presente e futuro. Asservire parte di quel patrimonio al trattamento di creditori che prima del conferimento erano a tutti gli effetti terzi confligge con questo principio.

A quei creditori deve essere inoltre assicurato il diritto di approvare separatamente la proposta di concordato loro rivolta. Al contrario, nella vicenda su cui si è pronunciata la Suprema Corte, la maggioranza si era formata sul totale dei creditori conferiti, cosicché la capacità di incidere dei singoli ne risultò compromessa. Ulteriore censura ha infine riguardato la competenza territoriale, che l’operazione di conferimento aveva fatto convergere sulla neocostituita società di persone, travalicando così la disciplina vigente.