R&S, escluso dalla media l’acquisto infragruppo di beni

Il quadro RU del modello Redditi 2019 e le relative istruzioni recepiscono le novità applicabili dal 2018 al credito d’imposta ricerca e sviluppo (articolo 1, comma 35, legge 190/2014), cogliendo l’occasione per chiarire meglio anche alcuni interrogativi sorti con riferimento al modello dello scorso anno (si veda «Il Sole 24 Ore» del 27 ottobre e del 1° novembre 2018).

La disciplina del credito d’imposta ha subito modifiche sia per effetto del Dl 87/2018 (articolo 8) che della legge 145/2018 (articolo 1, commi da 70 a 72). Queste ultime, in particolare, hanno per una parte rilevante effetto retroattivo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018, per cui sono già presenti nei modelli delle prossime dichiarazioni.

In primo luogo, è stato introdotto anche per le società con bilancio revisionato l’obbligo della certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti, che attesti l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa (sul tema si veda la circolare dello Sviluppo economico 3854/2019, «Il Sole 24 Ore» del 16 febbraio).

Si è, poi, previsto che il credito d’imposta è utilizzabile non più semplicemente a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono stati sostenuti, ma anche subordinatamente all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione previsti dalla norma.

Infine, si è stabilito che le imprese beneficiarie sono tenute a redigere e conservare una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività di ricerca e sviluppo svolte in ciascun periodo d’imposta, in relazione ai progetti o ai sotto-progetti in corso di realizzazione.