Dichiarazione Iva 2019, check up sulle abilitazioni per il visto

Chi rilascia il visto di conformità deve anche trasmettere la dichiarazione annuale Iva 2019. Quando invece l’invio è effettuato attraverso l’utenza dello studio, deve essere verificato il “collegamento” del professionista che ha apposto il visto, fermo restando che quest’ultimo deve comunque risultare iscritto presso il registro dei soggetti abilitati tenuto presso la direzione regionale delle Entrate competente.

Sono queste le principali regole da osservare nel rilascio del visto di conformità che ci vengono ricordate nelle “avvertenze” inserite quest’anno nelle istruzioni al modello Iva.

Tra i soggetti legittimati ad apporre il visto di conformità (articolo 3, comma 3, lettere a) e b), Dpr 322/1998) figurano gli iscritti nell’albo dei commercialisti ed esperti contabili e in quello dei consulenti del lavoro, i quali possono svolgere la loro attività (in alternativa o in contemporanea):

in forma individuale;

mediante una società di servizi;

tramite uno studio associato;

con una società tra professionisti.

L’abilitazione non è automatica. Bisogna presentare alla direzione regionale una comunicazione in cui vanno indicati i dati del professionista e, se la trasmissione avviene tramite l’utenza Entratel della società/associazione, anche quelli di queste ultime. Va poi allegata (anche) copia dell’assicurazione professionale.

Inoltre, i professionisti che intendono rilasciare il visto di conformità, salvo alcune eccezioni, oltre al possesso della partita Iva, devono essere già in possesso dell’abilitazione a Entratel. In particolare, quando l’invio delle dichiarazioni avviene per il tramite dell’utenza della società di servizi, il professionista non deve necessariamente disporre di una (propria) abilitazione a Entratel, mentre se l’utenza è quella dell’associazione professionale è sufficiente che il possesso della partita Iva e dell’utenza Entratel sussistano in capo a quest’ultima.