Fondo nazionale innovazione, un miliardo per il venture capital

La visione è chiara. Accrescere la disponibilità di capitali per il venture capital in Italia a un miliardo almeno, con un forte intervento pubblico. Concentrare le operazioni attorno a una nuova struttura della Cassa Depositi e Prestiti. Che a Roma creerà una vera e propria “casa del venture capital”, con attività di accelerazione, uffici di coordinamento delle azioni territoriali, un team dedicato che possa investire direttamente in startup o operare come fondo dei fondi, seguirne passo passo l’evoluzione e alimentarne la crescita del fatturato attraverso le connessioni con il suo network di aziende avviate. Tutto attorno, misure per favorire l’intera filiera: dalla trasformazione della ricerca scientifica e tecnologica in spin off e imprese innovative all’acquisizione di startup da parte di aziende esistenti.

Certo, questo miliardo piace agli operatori perché consente di superare l’asfissia della mancanza di capitali che ha assillato le startup italiane finora. Arriverà dal 15% dei dividendi delle aziende pubbliche e da una quota dei Pir. E potrà persino superare i due miliardi considerando anche tutte le agevolazioni fiscali previste dalla legge di bilancio, a favore di chi investe in startup e in venture capital. Si delineano i contorni della più grande manovra sull’ecosistema dell’innovazione mai tentata in Italia dal 2012, quando il governo introdusse la legislazione fondativa che rese l’Italia più ospitale per questo tipo di aziende.