Crisi d’impresa, sui consumatori procedure lunghe

Il Codice della crisi d’impresa segna una tappa fondamentale nell’aggiornamento della legge fallimentare, ma è in parte un’occasione persa e resta comunque un cantiere aperto a rettifiche, anche non secondarie. Professionisti, giuristi, magistrati si sono dati appuntamento al Teatro Sociale di Bergamo per la due giorni del convegno «La nuova disciplina della crisi e dell’insolvenza», che si chiude oggi, organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bergamo, in collaborazione con l’ordine degli Avvocati, il Consiglio notarile di Bergamo e il Tribunale di Bergamo.

Secondo Renato Rordorf, il padre della riforma, il punto d’approdo – comunque dentro una regolazione codicistica in controtendenza rispetto agli ultimi decenni di normazione liquida – sarebbe dovuto essere più snello, soprattutto in riferimento alla nuova e significativa disciplina degli alert (peraltro parzialmente annacquati nell’iter legislativo), ma ora «è importante interpretare lo spirito dell’allerta che non è una messa in guardia all’imprenditore in difficoltà poiché sia l’allerta sia la composizione assistita devono essere interpretate e attuate invece come strumento di supporto per l’imprenditore in difficoltà. I termini in questa fase dovrebbero essere confidenziali se non proprio amichevoli» ha detto Rordorf.