Senza nota integrativa aiuti Pa censiti sul web

La trasparenza delle erogazioni pubbliche ha creato diversi problemi sia interpretativi sia applicativi; il legislatore che, con il decreto Crescita, ha accolto le istanze del mondo imprenditoriale e professionale, e ha modificato la relativa disciplina. Ieri Assonime e Consiglio nazionale dei dottori commercialisti sono ritornati sul tema, con un documento unitario.

Il legislatore distingue, da un lato gli enti no profit e dall’altro i soggetti tenuti a iscriversi al registro delle imprese ex articolo 2195 del Codice civile e riscrive il sistema sanzionatorio.

Sono esclusi dalla disciplina i vantaggi ricevuti sulla base di un sistema generale, rilevando solo quelli derivanti di rapporti bilaterali in cui è presente un soggetto pubblico, che eroga, e un soggetto appartenente al Terzo settore o al mondo delle imprese, che riceve, tenuto presente che nessuna rilevanza ha forma e modalità del beneficio.

Per quanto riguarda la tempistica, il mondo no profit adempie mediante pubblicazione sui propri siti internet, ovvero su analoghi portali digitali delle associazioni di categoria entro il nuovo termine del 30 giugno di ogni anno, mentre il mondo delle imprese indica in nota integrativa.

Sul punto si registra una novità. Il legislatore considera l’esistenza di soggetti che non sono tenuti alla pubblicazione della nota integrativa, che, sempre entro il 30 giugno, devono assolvere l’obbligo, al pari delle associazioni, tramite la pubblicazione delle informazioni sul proprio sito internet ovvero sui portali dell’associazione di categoria.