Imposte differite e mini Ires con effetti posticipati

Le disposizioni contenute nel decreto crescita (Dl 34/19) comportano alcuni effetti contabili relativi, in particolare, all’iscrizione in bilancio della fiscalità differita: tuttavia, si tratta di un impatto “posticipato”.

Aliquota Ires

L’articolo 2 prevede l’aliquota Ires ridotta con riferimento agli utili non distribuiti e accantonati a riserva. In sostanza, il reddito determinato in base al minor importo tra la sommatoria degli utili accantonati a riserve diverse da quelle di utili non disponibili e l’incremento del patrimonio netto, è soggetto nel 2019 all’aliquota del 22,5%, nel 2020 al 21,5% nel 2021 al 21% e nel 2022 al 20,5 per cento.

In genere, quando le aliquote Ires diminuiscono, per le imprese che hanno iscritto in bilancio imposte differite attive il ricalcolo delle stesse si traduce nell’imputazione del minore importo nella voce 20 «imposte» del conto economico, che risulta così penalizzata: situazione contraria per la rettifica delle differite passive.

Tuttavia, nel caso della mini-Ires relativa agli utili non distribuiti, l’impatto non è immediato e, pertanto, il ricalcolo della fiscalità differita non riguarderà necessariamente l’esercizio 2019 e i successivi, ma si verificherà nell’esercizio in cui l’assemblea deciderà quanta parte degli utili di esercizio saranno accantonati a riserva.